Se i Pokémon fossero reali saremmo in guai seri, Charmander in versione originale e reale

Se i Pokémon fossero reali sarebbe un sogno. Anzi no: saremmo in guai seri

Oltre che da teneri animaletti e simpatici esserini, il mondo dei Pokémon è abitato anche da mostri giganteschi, divinità mitologiche e persino fantasmi rapitori di bambini...

Tutti abbiamo avuto a che fare coi Pokémon nella nostra infanzia. Che sia attraverso i cartoni, i videogiochi o con le carte e figurine, i mostriciattoli giapponesi hanno caratterizzato l’infanzia della nostra generazione — la stessa che credeva che un portiere potesse parare qualunque cosa da fuori area — e tutti, ma proprio tutti, una volta nella vita hanno sognato ad occhi aperti pensando: “Quanto sarebbe bello se i Pokémon esistessero davvero“.

Ecco, forse non sarebbe proprio una buona idea. Oltre a teneri animaletti e simpatici esserini, il mondo Pokémon è abitato anche da mostri giganteschi, divinità mitologiche e fantasmi rapitori di bambini, che forse non saremmo troppo felici di veder vagare in giro per le nostre città.

Questa città non è abbastanza grande per tutti e due

Partiamo da uno dei dati più scontati ma anche più sottovalutati quando si pensa ai Pokémon: peso e altezza. Grazie alle pokéball (e a tutti i derivati, megaball, ultraball, reteball, e chi ne ha più ne metta) è possibile catturare qualsivoglia tipo di creatura; di conseguenza, un bambino di 10 anni (come Ash Ketchum) potrebbe tranquillamente rientrare a casa da scuola e presentarsi con un piccolo Larvitar che, sebbene sia alto, secondo il pokédex ufficiale, solamente 0,6 metri, pesa la bellezza di 72 chilogrammi. Ovviamente, in un mondo abitato da Pokémon, si presume che tutti abbiano catturato almeno un mostriciattolo a testa (non tutti piccoli come Larvitar), pensiamo quindi allo spazio necessario in una città già sovraffollata come Milano per ospitare i suoi 1,4 milioni di abitanti più altrettanti Pokémon.

Un’obiezione potrebbe essere: ma i Pokémon possono essere tenuti nelle pokéball. Sì, indubbiamente mentre si deve trasportarli, ma se esistessero sarebbero indubbiamente paragonati agli animali, quindi godrebbero degli stessi diritti: terreste in una gabbia piccolissima un cane per tutto il giorno? No. Ecco non lo fareste nemmeno con il vostro Pokémon.

Un altro grosso problema sarebbe l’uso incontrollato delle mosse. Certo, il loro uso verrebbe subito regolamentato, ma l’eccezione c’è sempre: non so perché ma sento che a Capodanno oltre ai botti vedremmo molti Graveler, Electrode e Weezing usare autodistruzione.

E se poi trovassimo uno Snorlax a bloccarci la strada come nella regione di Kanto? Altro che suonare il clacson e cercare di smuoverlo come Ultima Generazione, quello è un bestione di 460 chili narcolettico. Gli automobilisti impazzirebbero e insorgerebbero a gran voce chiedendone la rimozione dalle città: l‘unica soluzione sarebbe quella di armarsi di pazienza e pokéflauto, ma dubito che se ne trovino.

Pokémon come Divinità in terra

Nel nostro mondo vi sono moltissime religioni, ognuna con un pantheon e con una cosmologia a sé stante, il mondo Pokémon non è da meno — un universo narrativo così ricco che quando ha bussato alla porta di altri giochi, non tutti l’hanno preso bene. Qui il creatore unico è Arceus, divinità leggendaria nata da un uovo che ha poi creato il mondo come è conosciuto dai protagonisti del mondo Pokémon.

Insieme a lui vi sono tante altre figure che concorrono al funzionamento dell’universo: Dialga (il signore del tempo), Palkia (che controlla lo spazio), e tanti altri Pokémon leggendari che sono nascosti (o vagano) in vari punti delle regioni. Ecco, questi esseri sono letteralmente dei, titani e creature mitologiche potentissime che scorrazzano sulla terra (fatta eccezione per alcuni).

Un esempio pratico del perché non sarebbe ottimale avere questo tipo di creature nella realtà:

Stiamo facendo una crociera e, ad un tratto, il mare si ingrossa: onde altissime sovrastano la nave, la pioggia scende come se fosse il diluvio universale e i fulmini squarciano il cielo. La terraferma non è lontana, ma anche quella è scossa da terremoti, eruzioni vulcaniche e zampilli di lava. Uno scenario decisamente apocalittico. Ecco, tutto questo avviene perché ci sono Groudon e Kyogre che se ne stanno a combattere in mezzo al mare, così de botto senza senso. La nave da crociera viene sconquassata (e plausibilmente affondata) perché due Pokémon leggendari si odiano da sempre. Poi certo, Rayquaza verrà a menarli e li farà stare calmi, ma intanto la nave ha fatto la fine del Titanic.

Sicuramente ci sono tanti Pokémon leggendari e misteriosi che sono molto calmi e simpatici, ma ecco, un mondo dove divinità alte svariati metri e particolarmente irose possono passeggiare nel giardino di casa non mi sembra il migliore dei luoghi in cui vivere.

‘Gotta catch’em all’: sì, ma anche no

Come se tutto quanto detto sopra non bastasse, c’è da tenere in conto un ultimo aspetto. La maggior parte dei Pokémon si sa, lo dimostra anche Ash nell’anime, sono di indole buona e con un giusto allenatore possono diventare ottimi compagni di vita, ma non tutti sono così. Nonn parliamo soltanto di Pokémon leggendari o misteriosi, che si fanno vedere raramente o che sono quasi impossibili da trovare, ma anche di creature che nei giochi incontri nelle prime fasi dell’avventura. Ci sono Pokémon inquietanti e abbastanza terrificanti, che nella realtà causerebbero qualcosa di più di una visita dallo psicologo.

Tre casi emblematici:

  1. Drifloon, Pokémon di 4° generazione simile a un palloncino. Carino e coccoloso? Macché. La voce a lui relativa nel pokédex dice chiaramente: “Si dice che i bambini piccoli possano scomparire nel nulla se tengono un Drifloon scambiandolo per un palloncino”. Insomma, non uno dei Pokémon più semplici da gestire.
  2. Gengar, Pokémon “ombra” di 1° generazione. Queste alcune delle voci pokédex a lui dedicate: “Un alito gelido annuncia l’arrivo di GENGAR. Attacca le vittime con orribili maledizioni”; “Per sottrarre vita alla vittima si nasconde nella sua ombra e attende in silenzio il momento opportuno”; “Neanche casa propria è un luogo sicuro: Gengar si cela negli angoli bui pronto a impossessarsi dello spirito vitale delle sue prede”. Ecco, se ‘L’Esorcista’ vi ha tolto il sonno, non penso che con Gengar andrebbe meglio.
  3. Litwick, il Pokémon “candela” di 5° generazione. Un mostriciattolo piccino ma terribile: “La luce che emana brucia consumando l’energia di esseri umani e Pokémon”, “Mentre fa luce col pretesto di fare loro da guida, assorbe energia vitale dalle sue prede”, dice il pokédex su di lui.

Tutti e tre appartengono alla categoria dei Pokémon di tipo Spettro, costituita da esseri che appaiono teneri ma come abbiamo visto anche molto inquietanti.

Per concludere, il mondo Pokémon non è certo tutto rose e fiori e viverlo nella realtà potrebbe essere più complicato di quanto pensiamo. Certo, avere tutti e 1025 i Pokémon disponibili aprirebbe la strada anche a molte cose positive, come volare sul dorso di un maestoso Charizard — che sia mito o sopravvalutato, volarci sopra resterebbe una figata — e non con le ginocchia in bocca su una compagnia low-cost; di fatto però, avremmo anche molti lati negativi. E se stanotte sentite freddo, magari è solo un Gengar che vi vuole rubare l’anima.

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Marco Andreoli

Redattore per diverse testate, son cresciuto a pane e Topolino. Da grande i fumetti e il cinema son diventati una passione costante, su Nerdophobia ne svelo gli aspetti più curiosi