È il “Messi o Ronaldo” dell’animazione giapponese. Il “Coca-Cola o Pepsi” del fandom shonen. Il “Charizard mito o Pokémon sopravvalutato” della cultura nerd. “Akatsuki vs Brigata Fantasma” è uno di quei dibattiti dove nessuno cambia idea, tutti hanno ragione e l’unica certezza è che qualcuno finirà per scrivere un commento in capslock. Da forum storici come ResetEra e Reddit a TikTok, passando per un numero imprecisato di video YouTube con la thumbnail divisa a metà, questa rivalità trasversale è ormai un genere a sé.
Nerdophobia non fa eccezione. Ma l’idea — forse un po’ presuntuosa — è quella di alzare il tiro: non ci limitiamo a chiederci quale dei due gruppi sia “migliore” (la risposta sarebbe scontata, ma non la diamo subito o smettereste di leggere ora). Ci chiediamo chi vincerebbe se si scontrassero davvero. È “Fantamanga” puro, lo sappiamo. Ma è esattamente il tipo di “Fantamanga” che ci tiene svegli la notte, anche senza il +3 in pagella o i ringraziamenti all’Orchestra.
Nubi rosse: l’Akatsuki come macchina da guerra (e da marketing)
L’Organizzazione Alba — o, per chi non ha mai avuto bisogno della traduzione italiana, Akatsuki — è probabilmente il collettivo di antagonisti più iconico della storia degli shonen. E non è un’iperbole: quelle nubi rosse su sfondo nero le riconosce anche chi — sbagliando — non ha mai guardato Naruto.
Fondata nel Villaggio della Pioggia da Yahiko e poi riplasmata dal dolore di Nagato (alias Pain), l’Akatsuki nasce come progetto idealistico — portare la pace — e diventa una macchina di rinnegati di rango S (come piace ormai dire in praticamente ogni opera che basi la scala di potere su discutibili tier list) tenuti insieme dalla manipolazione di Obito. Ma la cosa che la rende davvero speciale non è il piano segreto: è il roster.
Itachi e il peso del sacrificio silenzioso. Kisame e la lealtà brutale. Deidara e l’ossessione estetica per l’esplosione come forma d’arte. Sasori, Kakuzu, Hidan, Konan: ognuno è stato protagonista di almeno un arco, con backstory, motivazione e momento di gloria personale. Il sistema a coppie li ha resi memorabili non solo come individui ma come dinamiche: Itachi e Kisame, Deidara e Sasori, Hidan e Kakuzu — coppie che funzionano come i “gym bro” ma dentro un’organizzazione criminale.
L’Akatsuki, in sintesi, è un brand. Mantello, anello, smalto sulle unghie. E come ogni brand che si rispetti, la riconoscibilità è arrivata prima del significato.
Il Ragno: quando il villain è una famiglia
La Brigata Fantasma (Genei Ryodan), alias il Ragno, entra in scena durante l’arco di York Shin City di Hunter x Hunter e cambia le regole del gioco. Non perché sia “più forte” di qualcosa, ma perché Togashi fa una cosa che in quegli anni era rara nello shonen: costruisce un collettivo di villain che funziona come una famiglia.
Dove l’Akatsuki è un progetto politico mascherato da organizzazione criminale, la Brigata Fantasma è l’esatto opposto: nasce dalla miseria di Meteor City, la discarica umana del mondo di HxH. I membri fondatori — Chrollo, Feitan, Machi, Uvogin, Nobunaga, Pakunoda, Franklin — sono cresciuti insieme. Sono ladri, non rivoluzionari. Rubano perché è quello che sanno fare, e lo fanno con una coesione che l’Akatsuki può solo invidiare.
Il ragno funziona con una regola brutale: le zampe sono sacrificabili, purché la testa — Chrollo Lucilfer — sopravviva. Quando Pakunoda muore per proteggere il capo, non c’è melodramma: c’è una coerenza interna che fa più male di qualsiasi colonna sonora. La Brigata non ha bisogno di un piano per conquistare il mondo. Ha bisogno che il Ragno esista. Punto.
Due filosofie, zero compromessi: perché ci piacciono così tanto
Il dibattito “quale gruppo è migliore” nasconde una domanda più interessante: perché ci piacciono così tanto? E la risposta ha a che fare con due modelli di fascino diversi.
L’Akatsuki è il fascino dell’individuo eccezionale dentro una struttura. Ogni membro è un film a sé: Itachi è un thriller psicologico, Pain è un dramma esistenziale, Deidara è un action movie di quelli per cui era rimasto troppo poco budget per gli effetti speciali. Li ami uno per uno, li temi uno per uno — con quel tipo di magnetismo che, fuori dalle organizzazioni, solo chi porta il sole addosso come una condanna riesce a replicare da singolo — e l’organizzazione diventa la scusa narrativa per farli coesistere.
La Brigata Fantasma è il fascino del collettivo come entità. York Shin City è un arco corale dove il gruppo è più potente della somma delle parti. Li ami come insieme, come chimica, come vibe. Lo stesso fandom lo conferma: su ResetEra il commento più lucido è probabilmente quello di chi scrive che la Brigata ha “actual history, affinity and chemistry” — mentre l’Akatsuki ha più carisma individuale “pound for pound”.
Questa dicotomia — individuo vs collettivo — non è esclusiva di Naruto e Hunter x Hunter. La ritroviamo ovunque nella fiction, e a volte la troviamo risolta nel modo più radicale possibile: un singolo tiranno che non ha bisogno di nessuna organizzazione per dominare un’intera opera. Ma quando il villain è un collettivo, la dinamica cambia: gli Espada di Bleach (individui potentissimi ma pedine di Aizen, come nota chi li confronta con le altre due organizzazioni), l’Organizzazione XIII di Kingdom Hearts (mantelli neri, numeri, identità perdute — praticamente i cugini videoludici dell’Akatsuki), la Lega dei Villain di My Hero Academia, la Ciurma di Barbanera in One Piece.
E se allarghiamo lo sguardo oltre manga e anime: HYDRA in Marvel, il Sinistri Sei in Spider-Man, la Compagnia degli Spettri in Il Signore degli Anelli. Il fascino del “gruppo di cattivi con regole proprie” è un archetipo che attraversa tutta la cultura pop — e Akatsuki e Brigata Fantasma ne sono i due poli shonen più puri.
Cosa ne dice internet (spoiler: YouTube non sta zitto)
Il bello di questo dibattito è che non invecchia. Ogni sei mesi qualcuno posta un nuovo video, un nuovo thread, un nuovo TikTok con la split screen e la musica epica, e il fandom si riaccende come se la domanda fosse appena stata inventata. Oggi lo abbiamo fatto noi e per i prossimi sei mesi non vi serve leggere o ascoltare altro.
Su YouTube il tema è un sottogenere a sé: creator come Doron’s World non usa mezzi termini — “The Akatsuki vs The Phantom Troupe Isn’t a Discussion” (spoiler: per lui l’Akatsuki stravince). Il sentiment dominante, a essere onesti, pende verso l’Akatsuki — vuoi per la presenza narrativa più costante in Naruto, vuoi per il fatto che ogni membro ha avuto il suo arco completo. Ma c’è una minoranza rumorosissima che difende la Brigata con argomenti solidi: miglior scrittura, miglior coesione, miglior worldbuilding. (Ancora non ci sbilanciamo, ma forse avete iniziato a subodorare qualcosa di quello che pensiamo…).
Su forum come SpaceBattles e Comic Vine il discorso scivola inevitabilmente sul power scaling — e qui la faccenda diventa quasi comica. Perché confrontare i due sistemi di potere è un po’ come mettere accanto l’armatura di Iron Man e il Guanto dell’Infinito: da una parte c’è l’eleganza della tecnica, la precisione dell’ingegno, la bellezza del controllo (ma anche Jarvis e Pepper Potts); dall’altra c’è una forza che gioca su scala cosmica e, per di più, in questo caso ha pure il Rinnegan. Il consenso della community, sintetizzato con la delicatezza tipica dei forum: “Akatsuki mogs”.
Eppure, quando il dibattito si sposta da “chi vince in una rissa” a “chi è scritto meglio”, i numeri cambiano. E Hunter x Hunter recupera terreno in modo prepotente. Come scrive un utente su ResetEra: il flashback sulla Brigata da giovane è uno dei migliori pezzi di manga di sempre. Il problema è che Togashi, per motivi ormai leggendari (e legati alla sua schiena), non ha potuto dare alla Brigata la stessa continuità che Kishimoto ha regalato all’Akatsuki.
Akatsuki vs Brigata Fantasma: e se si scontrassero davvero? Benvenuti nel Fantamanga
Ok. Adesso facciamo la cosa per cui siete qui. Mettiamo le due organizzazioni una di fronte all’altra, in campo aperto, senza regole di ingaggio. È “Fantamanga”, lo ripetiamo: non è scienza, non è canon, non è un verdetto definitivo. È il gioco più bello che il fandom possa fare.
Partiamo da un dato difficile da contestare: la scala distruttiva dell’Akatsuki è su un altro pianeta. Letteralmente. Pain ha raso al suolo un villaggio intero con un singolo Shinra Tensei. Deidara ha un C4 microscopico che distrugge dall’interno e un C0 con un raggio di dieci chilometri. Itachi ha Amaterasu, Tsukuyomi, Susano’o, praticamente un arsenale nucleare vivente ma con lo sguardo più sexy dei manga. Obito manipola lo spazio-tempo. Se includiamo anche solo i membri “principali”, stiamo parlando di minacce di livello superiore.
La Brigata Fantasma opera su una scala diversa. Il Nen è un sistema magnifico — probabilmente il power system meglio costruito dello shonen, come abbiamo raccontato anche parlando del mondo di Hunter x Hunter — ma ha un tetto più basso rispetto al ninjutsu di fine Shippuden. E non è nemmeno l’unico sistema che, nel tempo, ha riscritto le regole della propria opera: il confronto tra power system è parte del motivo per cui queste discussioni non
Uvogin, il membro fisicamente più devastante, è un mostro in termini di HxH ma la sua potenza pura non regge il confronto con le tecniche dell’Akatsuki. Feitan con la sua Rising Sun è terrificante, Phinks con i suoi pugni rotanti è devastante — ma stiamo parlando di un ordine di grandezza inferiore.
Il jolly (non Hisoka) è ovviamente Chrollo Lucilfer e il suo Skill Hunter. L’idea che Chrollo possa rubare un jutsu è il tipo di scenario che manda in cortocircuito ogni power scaling — se riuscisse a mettere le mani su un Amaterasu o un Shinra Tensei, le carte si rimescolerebbero completamente. Ma il problema è il se: le condizioni per attivare lo Skill Hunter richiedono tempo, vicinanza e dialogo. E l’Akatsuki, francamente, non è il tipo di avversario che ti concede una chiacchierata.
Verdetto del campo aperto: in uno scontro frontale, l’Akatsuki vince. Non per poco: per una sproporzione di scala che fa parte del DNA dei due universi narrativi. Itachi e Pain da soli rappresentano una combinazione di genjutsu, gravitocinesi e resurrezione che la Brigata può accompagnare solo. E non abbiamo nemmeno chiamato in causa Obito…
Ma.
Se cambiamo scenario — un contesto di infiltrazione, furto, guerriglia — la Brigata Fantasma diventa un incubo. Perché i Ragni non sono soldati: sono ladri. La loro specialità non è lo scontro diretto ma l’operazione chirurgica. Pensate a cosa hanno fatto a York Shin City: hanno smontato un’intera asta di oggetti di valore sotto il naso della mafia e degli Hunter professionisti, con un mix di violenza mirata, depistaggio e coordinazione perfetta. In quello scenario, anche Pain dovrebbe guardarsi le spalle. Shalnark potrebbe piantare un’antenna nel membro sbagliato dell’Akatsuki. Machi potrebbe tracciare ogni movimento con i suoi fili. E Chrollo, con il tempo giusto, potrebbe trasformare lo Skill Hunter nell’arma definitiva.
Il bello è che il vincitore dipende dalle regole. E il fandom non si metterà mai d’accordo sulle regole. Il che, francamente, è la ragione per cui questo dibattito è così irresistibile e per cui ci stiamo speculando anche noi.
Due simboli, un solo scaffale
Alla fine dei conti, la cosa più bella di questo scontro impossibile è che non ha bisogno di una risposta definitiva. Akatsuki e Brigata Fantasma non competono davvero: occupano due angoli diversi dello stesso scaffale. Le nubi rosse sono il mantello che tutti avremmo voluto indossare almeno una volta nella vita; il tatuaggio del ragno è quello che avremmo voluto farci dopo aver scoperto che esistono villain più interessanti degli stessi protagonisti.
Sono diventati linguaggio comune. Se dici “Akatsuki” a chiunque abbia un minimo di familiarità con i manga, non devi spiegare niente. Se dici “Brigata Fantasma” a un fan di Hunter x Hunter, gli si illuminano gli occhi. Sono due modi diversi di raccontare lo stesso brivido: quel momento in cui il villain entra in scena e tu, invece di sperare nell’intervento del protagonista, ti ritrovi a urlare: “Itami o kanjiro… Shinra Tensei”.
E se alla fine il mantello nero con le nubi rosse nell’armadio ce lo avete davvero e il ragno a dodici zampe lo avete inciso sulla pelle, tranquilli: non c’è nessun conflitto. Solo buon gusto.
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